Fisioterapia e Osteopatia quanto sono diverse?

Quali sono le differenze tra un Fisioterapista ed un Osteopata?

Nella mia professione mi capita spesso che i miei pazienti mi rivolgono questa domanda: ma che differenza c’è tra il Fisioterapista e l’Osteopata? E ancora: per il mio problema è meglio rivolgermi dal Fisioterapista o dall’Osteopata?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Possiamo innanzitutto dire che entrambe le figure professionali condividono lo stesso obiettivo: curare i disordini e le disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico.

Per quanto riguarda i metodi per raggiungere tale obiettivo, in alcuni casi le tecniche utilizzate sono del tutto simili o addirittura analoghe, in altri casi si differenziano in quanto partono da presupposti differenti. Ad esempio, la parte “Strutturale” dell’Osteopatia e la “Terapia Manuale Ortopedica” sono abbastanza sovrapponibili; entrambe mirano al recupero funzionale agendo su muscoli ed articolazioni attraverso manipolazioni vertebrali ed articolari in genere, tecniche sui tessuti molli, quali ad esempio muscoli, tendini, capsule, tessuto connettivale ecc.

Sfatiamo il mito che il Fisioterapista ha una visione prettamente “locale” o “distrettuale”, mentre l’Osteopata ha il cosiddetto approccio “olistico”. Non è così. Il Fisioterapista “evoluto” e soprattutto perfettamente aggiornato adotta nel suo lavoro una visione d’insieme, prendendo sempre in considerazione le relazioni di causa-effetto ed i fenomeni di interdipendenza regionale. Specializzazioni della Fisioterapia quali ad esempio la Terapia Manuale Ortopedica e le varie metodiche di Rieducazione Posturale trattano in maniera accurata ed approfondita le diverse disfunzioni muscolo-scheletriche con una visione d’insieme, prendendo in considerazione tutte le possibili correlazioni sistemiche.

Altro mito da sfatare è che l’Osteopatia abbia una valenza “posturale”! Mi riferisco ad affermazioni quali: sono stato dall’osteopata, mi ha “scrocchiato” le vertebre e mi ha rimesso diritto! Senza nulla togliere al ruolo esercitato dalle manipolazioni articolari (e vertebrali nello specifico), che peraltro in tanti casi andrebbe ridimensionato, agire strutturalmente sulla postura è compito decisamente più complesso, che non può essere affrontato e risolto con una manipolazione articolare. Quello a cui fa spesso riferimento il paziente è una sensazione di maggiore mobilità o libertà di movimento conseguente all’applicazione della manipolazione articolare, una riduzione del senso di costrizione da cui scaturisce una sensazione di benessere.

Il lavoro di Rieducazione Posturale, di competenza del Fisioterapista, non prende in considerazione semplicemente eventuali restrizioni della mobilità articolare, ma con un approccio globale tutto ciò che può aver determinato quella restrizione e quello specifico assetto posturale. Tutto ciò che circonda le articolazioni (capsule, muscoli, tendini, legamenti, fasce connettivali, ecc.) agisce su di esse come un complesso sistema di “tiranti”, che ne condizionano profondamente l’assetto. E’ quindi necessario eseguire un’approfondita indagine da cui far scaturire un piano di lavoro personalizzato, che va ad agire su tutti gli elementi del sistema, non solo semplicisticamente sulla restrizione di una o più articolazioni.

Il Fisioterapista, a differenza dell’Osteopata, si avvale anche di apparecchiature elettromedicali, quali ad esempio Tecarterapia, Laser, Magnetoterapia Onde D’Urto, Elettroterapia, Ultrasuonoterapia, ecc. Queste tecniche di terapia strumentale rappresentano il più delle volte, a mio parere, un buon complemento alla terapia manuale, che resta comunque la tecnica di primaria importanza.

Le tecniche di manipolazione viscerale e di cranio-sacrale sono invece tipiche dell’Osteopatia. Le prime partono dal presupposto che alcune manifestazioni sintomatiche possono derivare da disfunzioni di tipo viscerale, che vanno riequilibrate attraverso tecniche di “massaggio” specifico. L’assunto alla base del secondo tipo di tecniche, quelle cranio-sacrali, è che le ossa del cranio non si sono completamente saldate tra loro ed ognuna di loro presenta specifici “micromovimenti”, in grado di propagarsi lungo tutta la colonna vertebrale fino al sacro e nelle parti periferiche attraverso la fascia connettivale, influenzandone il funzionamento fisiologico. Questa terapia manipolativa si pone quindi l’obiettivo di riequilibrare eventuali disfunzioni causate da un’alterazione del movimento fisiologico delle componenti del sistema cranio-sacrale.

Esistono dei corsi specifici sulla manipolazione viscerale e cranio-sacrale che mettono in condizione il Fisioterapista di acquisire anche questo tipo di competenze.

Mi auguro di avervi chiarito un po’ le idee. Per concludere la differenza tra Osteopata e Fisioterapista non è così fondamentale, ma quello che conta, come sempre, è la capacità del professionista sanitario di saper individuare e risolvere efficacemente ed in maniera duratura il problema lamentato dal paziente, a prescindere dall’approccio terapeutico utilizzato.

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